Ugo Montecchi nasce nel 1905 a Pistoia dove suo padre Federico, funzionario in pensione della Casa Reale, ha acquistato una villetta sulle prime pendici della collina.

Oltre ai suoi studi tecnici, dedica molto tempo alla lettura dei classici italiani francesi e inglesi, si appassiona di musica classica, teatro e cinema, formandosi una vasta e poliedrica cultura. Dotato di una straordinaria facilità di espressione, è buon lettore e miglior narratore, e gli amici ascoltano con entusiasmo il fiorito racconto delle sue letture e dei film visti.

La sua personalità suscita l’interesse dei rappresentanti locali del “regime” che gli propongono di iscriversi al partito, gli offrono un incarico e, ottenuto un rifiuto, lo condannano al confino.
Nel frattempo fa carriera nello stabilimento tessile Alfredo Bertollo e giovanissimo viene proposto come dirigente; le autorità fasciste si oppongono ma, con l’intervento del suo titolare e di Carlo Carminati, industriali molto noti, la nomina diventa effettiva.

Il lavoro lo porta in Piemonte e in Lombardia come uomo di fiducia di Carminati, insieme al quale scrive un libro adottato come testo negli istituti per periti tessili per molti anni.

Nel 1930 sposa l’adorata Ersilia e con lei si trasferisce dalla Val di Susa a Gallarate, dove nasce il primogenito Federico, ed a Vigevano, dove nasce Rossella. Durante il periodo bellico, dopo aver fatto sfollare la famiglia in Val Vigezzo, resta a dirigere un grosso complesso tessile, il Cotonificio Rondo, in parte occupato dalle truppe tedesche. Grazie al suo carisma unito ad una personalità autoritaria ma umana, gestisce e risolve situazioni delicate aiutando molte persone.

Dopo una parentesi di tre anni in Francia e in Germania, che lo fa apprezzare anche in campo internazionale, nel 1951 si trasferisce a Tortona per dirigere il Cotonificio Delle Piane. Nella cittadina piemontese intreccia molte amicizie e gode della stima generale. In lui gli amici, i suoi operai, i grandi industriali, vedono e amano l’uomo giusto. Nel 1957 diventa membro del locale Lions Club, che lo vede Presidente nel 1961/62.

Ogni anno torna nella sua Toscana per le vacanze estive in Versilia e per brevi periodi, di solito in autunno, a Firenze e nella nativa Pistoia dove, tra quelle colline tanto amate, rinfresca il gusto dei colori e la sua poetica naturalistica. La pittura è infatti la sua passione, il suo svago, a cui dedica ogni momento del tempo libero.

Nel mondo del lavoro si afferma, oltre che per la sua competenza, anche per un innato senso della giustizia. Pacato e gentile nonostante il carattere determinato, è dotato di un naturale magnetismo che incute timore e genera rispetto nelle maestranze, che lo amano e lo ricordano con affetto a distanza di anni.

Brevetta invenzioni che ottimizzano il funzionamento dei macchinari tessili e, nello stesso tempo, con buon orecchio musicale riesce a suonare qualunque strumento gli capiti fra le mani. E’ lettore accanito e collezionista di francobolli. E’ insomma un uomo forte e coraggioso, con un notevole risvolto poetico e artistico.

Raggiunta l’età della pensione, divide il suo tempo tra la famiglia, soprattutto gli affezionati nipoti, le passeggiate in collina e l’amatissima pittura.

Si spegne nel 1991.
HOME . LA BIOGRAFIA . LA CRITICA . I DIPINTI . CONTATTI © 2005 Montecchi. Site design M. Schnabel.